L'anno che abbiamo appena affrontato è stato difficile, da qualunque verso lo si guardi, e ha ridefinito molti concetti di priorità e importanza che davamo ormai per assodati.

Alcuni settori si sono però dimostrati primari per la persistenza delle nostre vite e dei nostri lavori, come quello digitale, che ci ha "salvati" nei momenti di distanziamento sociale.

Anche per questo, nell'Unione Europea non si è fermata l'evoluzione delle politiche digitali, anzi: si è reso necessario definire un'Agenda Digitale Europea ancor più in accelerazione, per reagire con prontezza a qualunque nuova esigenza. Non solo in tempi di pandemia ma anche nell'agognata normalità. 

 

Verso il Mercato Unico Europeo: il programma Europa Digitale 

Come avvenuto con le fatture elettroniche e il progetto PEPPOL->, la Comunità Economica Europea mira a creare un focus comune per tutti i paesi dell'UE in termini di economia digitale. In questo contesto è nato il Mercato Unico Digitale Europeogovernato da norme e consuetudini condivise, che faciliti e snellisca i processi e i rapporti commerciali digitali tra Paesi membri.

Un ulteriore passo in questo senso è l'approvazione del programma Europa Digitale (Digital Europe). I suoi obiettivi sono chiari: 

  • Rafforzare e incrementare infrastrutture, conoscenze, strumenti ed ecosistemi digitali; 
  • Facilitare l'accesso al digitale in ogni dinamica del lavoro, per imprese e consumatori; 
  • Spingere di conseguenza il digitale a essere il principale vettore della crescita futura. 

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Per raggiungere queste mete si è scelto di investire su alcuni sottosettori. Tra di essi spiccano i sistemi di calcolo a prestazioni elevate, le Intelligenze Artificiali, l'acquisizione di competenze digitali e la cura di dati e cybersecurity. Vediamone alcuni nel dettaglio. 

 

Politiche per i dati europei: privacy e cybersecurity 

L'Agenda Digitale Europea e il Mercato Unico coinvolgono strettamente anche il trattamento dei dati. Impossibili da ignorare, i dati digitali sono elementi ormai centrali per le aziende, menzionati ogni giorno per il marketing… e per la sicurezza.

E allora come si possono (e si devono) raccogliere, conservare, gestire, distribuire? Come salvaguardare le informazioni anche in un'ottica di gestione documentale completamente digitale->?

Dopo l'ingresso in campo del famosissimo GDPR->, l'UE ha dimostrato di voler incrementare la corretta regolamentazione in materia di dati. Lo scorso luglio, in aggiunta, l'Unione ha invalidato l'accordo Privacy Shield siglato tra UE e USA nel 2016, ritenendo che non fornisse sufficienti garanzie di tutela dei dati personali.

Di conseguenza, per il 2021 sono finalmente attese nuove norme per i dati negli spazi comuni europei, nonché il cosiddetto Data Act per lo scambio di dati – sia tra diverse imprese, sia tra imprese e PA. 

Dal punto di vista della cybersecurity, è stata recentemente approvata la nuova strategia sull'Unione della sicurezza->, progetto che si concretizzerà nei prossimi anni.

Il suo fine ultimo è quello di indicare un livello necessario di sicurezza dei dati e delle reti di informazionecomune a tutti i paesi UE, che sia molto elevato. 

Si sta infine varando il Digital Services Act->, regolamento sulla responsabilità e trasparenza delle piattaforme digitali (anche e-commerce). 

 

 

Il futuro digitale europeo: tra competenze necessarie e 5G 

Non è una novità che l'Unione Europea tenga molto alle nuove competenze digitali->, oramai essenziali per il lavoro e per il Longlife learning (apprendimento permanente).

Al fine di rafforzarne la consapevolezza e la concreta assimilazione, è stata redatta una nuova Agenda delle Skills->: 12 punti, da misurare concretamente, per appurare l'evoluzione delle competenze digitali di ogni paese. 

Ad essa si accompagna l'ambizioso progetto di un piano di educazione digitale, attualmente in fase di esame. Anche l'obiettivo è chiaroappianare il famoso digital divide, ancora realtà in diversi paesi dell'Unione, creando finalmente una vera e propria istruzione e alfabetizzazione digitale. 

Vale la pena menzionare anche i progetti relativi al 5G, nuova tecnologia di connessione internet mobile, che consentirebbe comunicazioni a velocità mai viste prima. Per la fine del 2020 ne è atteso il lancio in tutti gli stati della Comunità, ma il progetto è ancora in evoluzione: si prevede l'arrivo di ulteriori indicazioni dall'UE, al fine di migliorarne i meccanismi e garantire una maggiore protezione degli utenti (e dei loro dati). 

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