La Posta Elettronica Certificata (abbreviata in PEC) è un consolidato sistema digitale, che assicura alle e-mail lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno

Questo meccanismo è ormai obbligatorio nel nostro paese per diversi soggetti e funge da garanzia nelle comunicazioni digitali con eccellenti risultati.

La situazione, però, non è la stessa nel resto dell'Unione Europea: per gli scambi di Posta Elettronica Certificata in Europa sopraggiungono molteplici differenze, e conseguenti tentativi di omologazione.

 

PEC, un modello da seguire

In Italia, le normative e gli aggiornamenti del sistema PEC sono regolamentati dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID); questo ente è anche l'unico a poter divulgare le liste dei gestori certificati all'uso.

L'utilità della PEC si incentra sulla sua funzione amministrativa: la casella di posta ha gli stessi comandi e interfacce di una tradizionale ma, a seguito dell'invio, il gestore segue tutto il percorso dell'e-mail. Manda cioè al mittente sia la conferma dell'avvenuta presa in carico, sia quella dell'avvenuta ricezione e, inoltre, gli garantisce che il messaggio non sia stato alterato in alcun modo.

Suddette certificazioni assicurano alla PEC un valore legale-> equiparato a quello della raccomandata con ricevuta di ritorno; questo perché accertano che il messaggio sia stato consegnato, come regolamentato dal DPR 11 Febbraio 2005 n. 68, senza possibili scuse da parte di terzi.

Col tempo il sistema ha acquisito sempre più centralità giuridica: la Legge n. 2/2009 ha sancito l'uso obbligatorio per imprese, professionisti e Pubbliche Amministrazioni, allargato poi nel 2012 alle ditte individuali iscritte al registro delle imprese.

 

La normativa in Europa e la nascita di eIDAS

Nonostante la diffusione nel nostro paese, in Europa si registrano molte differenze. In primo luogo, diversi paesi continentali hanno sviluppato sistemi simili ma differenti, che non hanno le medesime caratteristiche; ciò fa sorgere problemi di interoperabilità tra nazioni. Per porre un argine, l'Unione Europea ha emanato nel luglio 2014 il Regolamento eIDAS-> (electronic IDentification Authentication and Signature): il suo obiettivo è stabilire una base normativa per la Comunità, in ambito di posta elettronica e in generale di mezzi di identificazione elettronica.

Il Regolamento ha introdotto il concetto dei sistemi elettronici di recapito certificato (SERC), che devono rispondere a diverse caratteristiche; purtroppo, non tutte sono allineate a quelle della PEC.

In particolare, come testimoniato dall'AgID stessa->, il sistema rientra sì nei requisiti per il servizio elettronico di recapito certificato, ma non in quelli per il servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

La mancanza di questo ulteriore attributo è dovuta al fatto che, nella PEC, Non è prevista la verifica certa dell’identità del richiedente, e non è previsto che il gestore debba obbligatoriamente sottoporsi a delle verifiche di conformità da parte degli organismi designati.

Insomma, da noi non è obbligatoria l'identificazione completa di mittente e destinatario, mentre eIDAS lo prevede. E per questo, la PEC non risulta del tutto aderente ai canoni SERC.

 

Il futuro tra PEC e SERC

Come emerge da alcuni approfondimenti, il mondo della PEC è connotato da elevati numeri di utilizzo, nonché circondato da una serie di servizi accessori indispensabili. Anche per questo, il passaggio ad un sistema completamente rispondente ai canoni SERC non può essere immediato: l'impatto del cambiamento legislativo sarebbe comunque elevato, perché riflesso su una grande quantità di utilizzatori abituali (la PEC conserva ancora la sua struttura originale).

È probabile comunque che da entrambi i lati – Italia e UE – si spinga per raggiungere un punto di incontro completamente condiviso, in modo da evitare lacune legislative tra i paesi comunitari e garantire l'agognata interoperabilità. Negli ultimi anni sono già stati fatti dei passi in avanti, come la pubblicazione nel 2019 di nuovi standard da parte dell'ETSI (Istituto Europeo per gli Standard nelle Telecomunicazioni), ma presto si renderà necessario accelerarne i tempi.

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