Avete mai sentito parlare di firma grafometrica? Ci mettiamo la mano sul fuoco: almeno una volta nella vita l’avete sicuramente fatta. Su un tablet, su un dispositivo mobile di un corriere, alle poste per firmare un contratto.

Molti pensano che la firma su un tablet equivalga in tutto e per tutto alla firma autografa per il semplice fatto di aver “disegnato” sullo schermo. Non è così.

A differenza della firma che si appone con la penna su un foglio di carta, con la firma grafometrica i dispositivi devono anche registrare determinati parametri. E non tutti lo fanno.

In questo articolo vi spiegheremo cos’è una firma grafometrica, quando si utilizza e quali sono i parametri che la rendono valida secondo la normativa.


Cos’è la firma grafometrica

Iniziamo da una semplice definizione.

La firma grafometrica è un particolare tipo di firma elettronica avanzata che si utilizza per conferire integrità e autenticità a un documento, si ottiene dal rilevamento dinamico dei dati calligrafici e fa parte di quelle tecnologie legate alla cosiddetta “biometria”.

In sostanza la firma grafometrica, chiamata quindi anche firma biometrica, integra calligrafia e tecnologia, permettendo di rilevare la firma autografica attraverso l’impiego di un supporto digitale.

Una piccola precisazione: la firma grafometrica non è una firma digitale. In un precedente articolo abbiamo già affrontato le differenze tra firma elettronica e firma digitale, elencando le varie tipologie di firma elettronica. Se te lo sei perso e vuoi approfondire ti consigliamo di darci un’occhiata.

Torniamo a noi.
Dicevamo che i dispositivi su cui apporre la firma grafometrica devono poter rilevare, oltre alla firma olografa, anche determinati parametri biometrici per rendere autentico il documento.

Non si tratta semplicemente di una tecnologia bensì di un vero e proprio processo che prevede:

  • l’identificazione dell’utente che appone la firma
  • la connessione univoca tra firma e firmatario
  • il controllo dell’utente sul sistema di firma
  • la garanzia che il documento non subisca modifiche dopo l’apposizione della firma


Quest’ultimo punto è quello che forse maggiormente preoccupa chi si trova a dover firmare sullo schermo con un pennino: dove va a finire la firma?

Iniziamo con l’assicurarvi che la normativa sulla firma grafometrica sancisce proprio l’impossibilità di prelevare la firma e apporla su un altro documento a mo’ di copia e incolla.

Ma vediamo più nel dettaglio come funziona questo sistema e cosa succede dopo che avete apposto la vostra firma su uno smartphone o un tablet.


Come funziona la firma grafometrica: i parametri che la rendono valida

Una firma grafometrica, o biometrica, si realizza con un gesto manuale che emula quello di una penna su un foglio di carta.

Quando eseguite questo gesto (il cui risultato è solitamente uno scarabocchio illeggibile degno di un bambino che sta ancora imparando a scrivere, ma questo è un altro discorso) lo schermo dotato di sensori rileva una serie di dati.

Si tratta dei 5 parametri biometrici fondamentali per rendere una firma grafometrica autentica:

  • ritmo
  • accelerazione
  • inclinazione
  • pressione
  • velocità

La firma apposta viene quindi registrata nell’hardware, il signature pad, e inserita nel documento digitale da un software.

L’immagine della firma e i dati rilevati vengono cioè codificati in modo protetto, conservati e legati in modo indissolubile al documento.
La codifica si basa su un sistema di crittografie asimmetriche. Ciò significa che, nel caso in cui una firma dovesse essere sottoposta a una valutazione legale, sarà necessario conoscere la chiave primaria.

Avete presente quando nei film chiamano gli esperti calligrafici per riconoscere l’autenticità di una firma? Ecco, con la firma grafometrica accade concettualmente lo stesso, ma in modo più protetto e sicuro: non vi sono dubbi sul fatto che i parametri biometrici acquisiti siano legati inequivocabilmente al sottoscrittore della firma.


Perché utilizzare la firma grafometrica: i vantaggi

Oramai con la dematerializzazione dei documenti sempre più aziende optano per soluzioni informatizzate anche quando si tratta di contratti e documenti che necessitano di autenticazione.

La digitalizzazione ha saputo rispondere alle esigenze della vita di oggi, nono solo in termini di velocizzazione dei processi: viviamo sempre più in mobilità e questo ha reso la carta scomoda e ingombrante.

Ecco alcuni dei vantaggi che può garantire l’adozione di un sistema per la firma grafometrica.

  • Con la firma grafometrica è possibile ottenere le firme necessarie direttamente dal cliente, anche se non sei in ufficio, anche se sei offline.

  • In senso più generico, grazie la firma grafometrica garantisce una drastica riduzione delle stampe e dei relativi costi accessori.

  • La firma grafometrica permette anche di apporre la firma in modo massivo, contemporaneamente su più documenti.

  • Applicata sui DDT, la firma grafometrica snellisce il ciclo attivo aziendale.

  • La validità della firma grafometrica è sancita dal Codice dell’Amministrazione Digitale, pertanto può essere apposta dai cittadini che non dispongono una firma digitale per autenticare i documenti.

Insomma: banche, compagnie assicurative, istituti finanziari, multiutilities. La firma grafometrica è uno strumento utile per estendere la dematerializzazione dei documenti a tutte le fasi del workflow.


La normativa sulla firma grafometrica

Le disposizioni relative alla firma grafometrica sono sancite dal Codice dell’Amministrazione Digitale, che definisce le tipologie di firma elettronica.

Rientrando nella sfera della privacy, il GDPR ha dedicato una sezione proprio al trattamento dei dati biometrici, identificandoli come una particolare categoria di dati personali.

Infine, per quanto riguarda la validità di una firma basta fare riferimento all’art. 2702 del Codice Civile in merito all’efficacia della scrittura privata.





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